DISFUNZIONI DEL BACINO: INQUADRAMENTO TEORICO E TECNICHE DI CORREZIONE
La lezione del professor Jean Jacques Debroux è stata utile a fare il punto sulle possibili disfunzioni di bacino che l'osteopata può ritrovare in donne gestanti e le problematiche che tali alterazioni di forma possono provocare durante l'atto del parto, soprattutto sul sistema cranio-sacrale e sul meccanismo di respirazione primaria del neonato a seconda del tipo di presentazione. Durante la parte pratica sono state mostrate tecniche per normalizzare il sistema in un'ottica globale a seconda dell'area trattata sempre in riferimento al bacino. Grande importanza durante la dimostrazione è stata data all'arto inferiore e all'osso sacro, dalla cui posizione e libertà di movimento il bacino trae beneficio o tensione da cui può derivare, appunto, la disfunzione.
Nel pomeriggio il Presidente di A.I.Fi. Nazionale Antonio Bortone e la Vicepresidente di A.I.Fi. Lombardia dottoressa Rosa Bolotta hanno sottolineato l'importanza dello studio dell'osteopatia da parte dei fisioterapisti, interesse che deve essere un percorso di chi, prima di tutto, è un riabilitatore e solo in quest'ottica può dedicarsi alla scoperta di ambiti ampi e globali attraverso gli strumenti forniti dalla diagnosi di funzione e tecniche osteopatiche.
Pensiero, questo, rafforzato dal collega dottor Roberto Meroni che ha esposto principi e finalità di un lavoro scientifico, essenziale base per qualunque tipo di studio.
La dimostrazione di come uno studio scientifico viene preparato e svolto è stata data dai colleghi Roberto Bosoni e Federico Rizzo che hanno presentato la loro tesi finale dal titolo “Effetto a medio termine delle manipolazioni osteopatiche in pazienti con ischemia o emorragia cerebrale per il miglioramento della funzionalità respiratoria” ed hanno conseguito il D.O. Diploma in Osteopatia.
Le congratulazioni da parte di tutti noi va anche agli studenti che hanno concluso con successo il Corso in Osteopatia, con il Certificato in Osteopatia C.O., e sono stati applauditi alla chiusura dei lavori della giornata.
Alberto Culot













